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eTwinning a Codogno, la cittadina isolata del Nord Italia dove gli insegnanti tengono alto il morale

Luisa Lenta, maestra di scuola primaria con 25 anni di esperienza, racconta come, nella cittadina di Codogno, i suoi alunni e le loro famiglie si mantengano impegnati e motivati grazie a eTwinning.

Prima di metà febbraio 2020, quasi nessuno sarebbe stato capace di indicare su una mappa dell’Italia dove si trovasse Codogno. Quasi nessuno ne aveva sentito il nome, e non c’è da stupirsi: la provincia di Lodi è, in Lombardia, la regione amministrativa con la più alta densità demografica d’Italia. Codogno è solo una delle tante cittadine che formano una rete fortemente interconnessa e dove tutti gli abitanti si conoscono.

Questo anonimato non è durato a lungo. Venerdì 21 febbraio 2020, poco prima delle feste di Carnevale, la vita quotidiana di Codogno è stata scossa dall’arrivo di quello che oggi tutti conosciamo come Covid-19. Improvvisamente e con molta riluttanza, Codogno è diventata l’epicentro dell’epidemia ereditando una notorietà che l’ha resa famosa, non solo in Italia, ma anche in Europa e oltre.

eTwinning vuole rendere giustizia a Codogno e farla conoscere per un altro motivo: il modo straordinario in cui i suoi insegnanti hanno risposto alla situazione critica (le scuole sono state immediatamente chiuse e la città completamente isolata) e come, con le loro azioni e la loro perseveranza, hanno garantito non solo la continuità didattica e l’apprendimento dei loro studenti, ma anche il miglioramento del loro benessere.

Durante questo periodo, gli insegnanti sono riusciti a tenere alto lo spirito degli alunni e delle loro famiglie con attività pratiche e ricreative. Tenendo impegnate la mente e le mani, tutti sono riusciti ad affrontare la situazione con coraggio e ottimismo.

Luisa Lenta, docente elementare con 25 anni di insegnamento alle spalle, ci racconta la sua esperienza.

“Se non hai qualcosa di bello da pensare o da fare, è difficile aspettare, perché non sai quando finirà.”

L’IC Codogno è un grande istituto comprensivo che promuove le competenze del 21° secolo per bambini e insegnanti. Sono la coordinatrice dell’area “Didattica innovativa” della mia scuola (Erasmus, eTwinning e Coding) e siamo fieri di essere una Scuola UNICEF e una Scuola eTwinning.

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Ogni giorno mi alzo verso le 8.00, faccio colazione con mio marito e poi inizio a lavorare per preparare le lezioni e il materiale online, sotto forma di video per la mia classe. Partecipo a due o tre webinar al giorno, rispondo a molte e-mail e messaggi, e partecipo a videoconferenze con amici e colleghi preoccupati per la situazione qui e in Europa. All’inizio, nella mia scuola non eravamo preparati, ma poi siamo riusciti a utilizzare la tecnologia disponibile e a insegnare online. Stiamo cercando di fare del nostro meglio con quello che abbiamo per coinvolgere genitori e alunni nel processo di apprendimento: messaggi e video su WhatsApp, Google Meets e email. Vorrei condividere alcuni consigli pratici che ho trovato molto utili e che mi hanno aiutato molto all’inizio:

  • mettetevi in contatto con un rappresentante di classe che funga da intermediario via WhatsApp e lasciate che sia lui o lei a tenere in contatti con gli altri genitori e a condividere con loro tutti gli aggiornamenti;
  • tenete il registro elettronico sempre aggiornato per mostrare le lezioni e le attività quotidiane e condividerle via WhatsApp (dovevamo tenere conto del fatto che non tutte le famiglie hanno un computer, quindi abbiamo cercato di usare il più possibile i dispositivi mobili);
  • create un Google Drive e chiedete ai genitori di scattare una foto alla fine della giornata per condividere le attività e i compiti con il resto della classe. Ecco un esempio pratico: ho organizzato il party online dedicato alla giornata della matematica e tutti dovevano preparare una maschera o un costume a tema numeri o matematica, e una torta o dei biscotti sempre su questo argomento. Poi ci siamo incontrati online, abbiamo condiviso e parlato di ciò che avevamo preparato.

Ci mancano le interazioni di persona e alla fine della giornata siamo esausti, ma crediamo nell’importanza di stare a casa per ridurre le possibilità di contagio e ulteriore diffusione. Dall’inizio del lockdown, i miei amici eTwinning di tutta Italia e di varie parti d’Europa hanno iniziato a chiedermi come andassero le cose, a mandarci messaggi e disegni e video dei loro alunni, quindi ho deciso di organizzare un progetto per mettere in contatto quelli che erano nella ZONA ROSSA: Isolati ma connessi! Il progetto mira a coinvolgere le classi delle scuole italiane e non per creare uno spazio online nel quale i bambini possano condividere liberamente emozioni, attività, disegni, lavori, canzoni, giochi, lettere, esperienze e pensieri relativi a questo particolare momento.

“Anche se siamo isolati, non siamo soli. Attraverso eTwinning viaggeremo in tutta Europa e faremo tanti nuovi amici.”

Questo è molto importante per tutti (insegnanti, alunni e famiglie), perché ci tiene impegnati con molte “attività costruttive”. Le famiglie stanno svolgendo un ruolo essenziale nell’aiutare gli insegnanti. Noi siamo molto fortunati perché i genitori capiscono che la scuola è cambiata e ci stanno sostenendo. Io chiedo anche agli alunni di spiegare ai loro genitori come stiamo lavorando, quindi adesso l’intera famiglia partecipa al processo di insegnamento e apprendimento.

“Per me, eTwinning è come scalare le montagne. Così come la montagna ti insegna a essere resiliente, eTwinning sta aiutando gli insegnanti a sviluppare questa qualità. Adesso abbiamo bisogno di tanta resilienza e di tanta passione. Se non credi nelle cose che fai, non raggiungerai mai la vetta della montagna!”

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Durante questo isolamento necessario a tutelare la salute di tutti, fatichiamo a comprendere l’attuale situazione ma, come Luisa, non dobbiamo rassegnarci. Questa emergenza ci sta dando grandi lezioni, che dovremmo custodire e mettere in pratica. Tutto ciò a cui eravamo abituati in relazione alla famiglia, alla scuola, alla vita sociale e lavorativa risulta oggi distorto, sarà ripristinato e ricostruito, con rispetto, cura e tolleranza.

Luisa ha dato ai suoi alunni il compito di piantare un po’ di semi e registrarne la crescita, perché questo aiuta i bambini a restare ottimisti e a tenere le cose in prospettiva.

I bambini di Codogno trasformeranno la paura che oggi scandisce le loro giornate in energia per migliorare il loro mondo. E i tuoi alunni?